30 giugno 2013

Margherita Hack, ecco una delle ultime interviste rilasciate dall'astrofisica

da " Il quotidiano della Basilicata", lunedì 11 giugno 2012

Auguri Margherita Hack, una vita tra le stelle
di Francesco Altavista 

E’ un onore ascoltare la sua voce che porta con sé un delizioso accento fiorentino. Non è solo la più grande studiosa italiana di stelle e di universo, ma una pensatrice senza l’egocentrismo proprio degli intellettuali. Un’osservatrice dei tempi senza puzza sotto il naso. E’ una femminista vegetariana atea. Un’attivista politica e antifascista e le cose le dice senza peli sulla lingua. Il suo nome è iscritto nella storia mondiale, martedì 12 giugno compie novanta anni, è l’astrofisica Margherita Hack. 
Per l’occasione, dimostrando anche la sua gentilezza colta la professoressa si concede per un’intervista per “ Il quotidiano della Basilicata”. 

Professoressa Hack, per cominciare prendo spunto dal suo ultimo libro “ La stella più lontana. Riflessioni su vita, etica e scienza ” curato da Giulia Innocenzi. Nella sua lunga carriera nella ricerca scientifica, l’etica anche religiosa, è stata un limite, un qualcosa che l’ha ostacolata?
La scienza deve lavorare per la ricerca delle leggi che regolano l’universo, certamente è l’applicazione della scienza che deve essere etica cioè deve servire al benessere dei viventi e non alla loro distruzione. La scienza in sé va a scoprire le leggi che regolano il nostro corpo e il mondo. Quando si ha a che fare con le stelle l’etica c’entra poco, riguarda altre materie, medicina e scienze applicate. Sono sempre stata atea quindi non ho avuto nessun problema, per fortuna non siamo per ora la Repubblica vaticana. Bisogna muoversi per la conoscenza, per l’etica e sul rispetto del prossimo. Ama il prossimo tuo come te stesso è un principio che vale per tutto. Atei e credenti perché l’etica nasce dalla coscienza non dalla religione.

Oltre ad essere atea, lei è anche vegetariana segno che la sua etica si sposta su tutti gli essere viventi. Essere vegetariana ha significato per lei contrastare anche il capitalismo delle carne? Si può combattere un qualcosa come l’uso della carne così radicato nella tradizione?
Certo ci sono grossi interessi. Poi la carne è piena di agenti inquinanti. Il maggior inquinamento viene proprio dagli allevamenti intensivi. In più i quattro quinti del terreno coltivabile viene utilizzato per il foraggio degli animali, se ci fosse il vegetarianesimo diffuso potrebbero essere usati per l’alimentazione umana e ridurre la fame nel mondo, evidentemente questo non si vuole fare. Le tradizioni sono sempre dure a morire, probabilmente perché alla maggior parte della gente la carne piace e l’amore per gli animali non è proprio diffuso. Molti non sanno nemmeno le enormi sofferenze a cui sono sottoposti gli animali oggi, specie negli allevamenti intensivi, nei macelli. Se lo sapessero molti rinuncerebbero o ridurrebbero l’alimentazione carnivora. Certamente si parla comunque di un etica non rivolta ai soli uomini ma anche alle altre specie, tutti gli esseri viventi.


Lei ci ha mostrato negli anni attraverso la sua opera di grande divulgazione l’immensità dell’universo. In questo prospettiva l’essere umano però diventa sempre più piccolo. Quale è la posizione dell’uomo nel cosmo?
Diciamo che è il prodotto dell’evoluzione dell’universo. L’essere umano come tutti i viventi è il prodotto di un’evoluzione della zuppa delle particelle elementari, da qui gli elementi, le stelle e queste hanno prodotto le condizioni necessarie per costruire pianeti e tutto ciò che c’è sui pianeti. Il posto dell’uomo è straordinario nel senso che pur essendo un prodotto dell’evoluzione come tutto ciò che esiste , ha la capacità di capirne la formazione, la produzione. L’intelligenza è una cosa straordinaria, probabilmente ci saranno altre specie nell’universo che hanno sviluppato questa capacità nostra o magari superiore. Certamente per esempio non si capisce bene come mai c’è questa grande differenza tra il cervello umano e quello di scimmia che hanno gran parte del DNA uguale.

Se da una parte non siamo soli nell’universo e dall’altra nasciamo allo stesso modo di tutti gli altri esseri viventi, vuol dire che l’uomo perde la sua posizione di re della natura che gli danno le religioni monoteiste. Si può dire come disse il filosofo Nietzsche: Dio è morto . Questo declassamento secondo lei crea un certo spaesamento nell’uomo che non sa a chi affidarsi e per questo continua a credere alla superstizioni?
Tanti credono perché ci sono tante cose che la scienza non sa spiegare e forse non potrà mai farlo. Non sappiamo come è fatto l’universo, come si è formato ma non perché esista. Perché c’è la materia? La scienza scopre il come ma il perché è un mistero. Dio e altre superstizioni è un modo per darsi una spiegazione.

Lei non ama la fantascienza ma uno scienziato russo fece scrivere sulla sua tomba “ l’umanità non sarà per sempre legata alla terra”. Per assurdo ha mai pesato in questi anni alla possibilità di vita dell’uomo staccato dalla terra?
L’uomo può andare fuori, vivere come spedizione scientifica su Marte. Si potrà fare tanto. Le distanza però sono enormi e credo che siamo destinati a restare isolati nel nostro sistema solare. E’ difficile trovare un punto dalla terra nelle vicinanze, il luogo meno ostico può essere Marte ma si dovrebbe vivere in grandi cupole dove ricreare l’atmosfera. Andare fuori dal sistema solare vuol dire viaggiare per migliaia di migliaia di anni. Anche alla velocità della luce, ammesso che si possa raggiungere ci vorrebbero centinaia di anni per le stelle più vicine.

A proposito del nostro pianeta. Come abbiamo secondo lei trattato la terra e che idea si è fatta sui terremoti purtroppo cronaca recente?
L’uomo ha trattato la terra da razza dominante, ora si comincia a rendere conto che le risorse della terra non sono inesauribili, si comincia ad avere un maggior rispetto perché ci rende conto dei problemi. I terremoti abitano la terra,è una caratteristica naturale. Il fatto è che non si riesce a prevederli. Si riesce a capire cosa succede su stelle lontane centinaia di anni luce e non si sa cosa succederà sulla terra.

Una provocazione. La terra e l’umanità finiranno?
Finirà certamente tra cinque miliardi di anni, quando il sole diverrà una stella vecchia, una gigante rossa, espanderà il suo diametro di un centinaio di volte e lambirà l’orbita della terra. Fra cinque miliardi di anni, probabilmente l’uomo sarà già estinto. Come avrà capito non credo alla profezia dei maya.

Lei ha detto più volte che ha imparato a leggere dal libro di Pinocchio. Come la poesia di questo libro l’ha portata alle stelle?
La poesia è un modo per vedere il mondo, i nostri sentimenti. Tutta la letteratura indaga sulle attività umane quindi è diversa ma non è totalmente staccata dall’attività scientifica. Avevo cinque anni e mi misero questo libro in mano, pensando che era adatto, e lo era in effetti. 
Oggi sto vedendo tante analogie, siamo stati governati da un pinocchio fino a poco tempo fa, solo che il naso non si allungava.

Il tanto esercizio e ricerca, una vita passata a studiare le stelle e l’universo. Riesce ad ammirare ancora un cielo stellato senza chiedersi da cosa è formato?
E’ l’umano che costruisce la scienza, il linguaggio viene creato dal cervello anche se non è quello parlato da tutti. Il linguaggio per esempio dei fisici non è comprensibile a scienziati di altri rami. Un cielo stellato è un bello spettacolo della natura che riesco certamente ad apprezzare aldilà di tutto. Non credo per esempio che un entomologo veda gli insetti solo come insetti, una bella farfalla è prima una bella farfalla e poi un insetto.

Nella sua vita ha visto il cambiamento di tante fasi politiche, vissute anche attivamente, recentemente si è candidata con la “Federazione della sinistra”. A che punto politico si è giunti oggi?
Ci hanno portato al disamoramento della politica. Il periodo berlusconiano è stato deleterio per l’etica politica. Sono cose che spiegano il successo di Grillo. Quando vedi per esempio il pio Formigoni tutto Gesù e Maria che fa man bassa, ti disinnamori della cosa pubblica. D’altra parte l’antipolitica per sfogo ha la dittatura. Bisogna quindi tornare all’ideologia politica, avere un’idea di quello che si vuole fare dello stato. Siamo un paese che ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità che è stato governato spesso male, abbiamo delle difficoltà . Siamo sempre riusciti ad uscire da fasi terribili, speriamo di riuscirci anche questa volta. 

Professoressa lei è anche un’attiva femminista ed è per il riconoscimento civile delle coppie omosessuali. Lo sviluppo culturale e l’emancipazione femminile continua secondo lei a risentire delle parole sulla famiglia del papa?
Le leggi ci sono l’importante che si facciano rispettare, esiste la parità, sta alla donne combattere perché venga rispettata. Il papa dice quello che vuole, la famiglia esiste tra persone. E poi prima la donna stava a casa, l’uomo lavorava e c’era una divisione spontanea dei compiti, ora tutti è due lavorano quindi le cose cambiano. Il papa ragiona da papa, si sa è un papa più di tanto non riesce proprio a capire. Basta pensare che le donne non possono fare i preti perché, dicono loro Gesù era un uomo, ma allora anche gli uomini di colore non possono fare i preti perché Gesù era bianco. Tutte le religioni in generale non sono femministe. Molto dipende dagli uomini che fanno la religione, ci sono preti che sono più a sinistra dei comunisti, ne conosco tanti.

Ha vissuto il periodo delle leggi razziali del 1938. Come è stato leggere quel manifesto?
Faceva schifo. Era una cosa terribile e inconcepibile leggere quel manifesto. Noi come tanti italiani purtroppo non avevamo capito subito del grande errore che era stato commesso con il fascismo. Una cosa pazzesca fuori da ogni concezione. E’ il momento più buio della storia italiana.

Martedì si festeggerà il suo compleanno. E’ tradizione che si esprimano dei desideri, cosa desidera Margherita Hack ?
Ho novant'anni, mi aspetto di crepare senza soffrire troppo. Sto pensando che se va male c’è sempre la scappatoia che ha usato Lucio Magri, vado in Svizzera e si fa il suicidio assistito.

Cosa è la Bellezza?
La Bellezza è non rispondere a certi canoni o ragioni.


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