26 maggio 2013

L'eccidio del Padule di Fucecchio, 23 agosto 1944

Per ulteriori approfondimenti visita il sito dedicato all'Eccidio del Padule di Fucecchio

Questo articolo vuole raccontare la tragedia del 23 agosto 1944, inserendo i fatti generali, l'elenco alfabetico definitivo delle vittime e la bibliografia.


I fatti

Il 23 agosto 1944 alcuni reparti dell’esercito nazista massacrarono indiscriminatamente, con metodi da guerra e di artiglieria pesante, 174 civili, fra cui neonati e anziani, all’interno del Padule di Fucecchio, fra le province di Pistoia e di Firenze, colpendo nei comuni di Monsummano Terme (frazione di Cintolese), Larciano (frazione di Castelmartini), Ponte Buggianese, Cerreto Guidi (frazione di Stabbia) e Fucecchio (frazioni di Querce e di Masserella). Nessun nazista era stato ucciso nei giorni precedenti.
Cippo Criachi-Andreini situato al
Porto delle Morette a Larciano

Iniziamo con alcune premesse. Durante quella terribile estate l’estremità meridionale del Padule distava appena cinque chilometri dalla linea del fronte sull’Arno, stabilitosi là dal 18 luglio e conservatosi fino alla fine di agosto; a sud del fiume si trovavano gli alleati, a nord i nazifascisti.

In quel periodo all’interno del Padule si erano stabiliti numerosi gruppi di sfollati e contadini che tentavano di sfuggire ai quotidiani rastrellamenti tedeschi e alle cannonate alleate, sparate per colpire obiettivi militari ma che finirono per uccidere diversi civili. La fitta vegetazione, non tagliata quell’estate, offriva riparo a uomini e donne; inoltre per la sua posizione, lontano dalle vie principali e dai centri abitati, era esente da possibili bombardamenti e combattimenti.

In Padule era stimata da parte nazista una presenza di partigiani nell’ordine delle 200-300 unità, almeno così hanno testimoniato gli ufficiali nei successivi processi, ma in realtà l’unica formazione partigiana nelle vicinanze era la “Silvano Fedi” di Ponte Buggianese, comandata da Aristide Benedetti, che poteva contare su circa 30 elementi, attiva in zone limitrofi al Padule. Importanti squadre resistenti si trovavano principalmente sul Montalbano, nelle zone collinari e sull'appennino pistoiese. I tedeschi volevano proteggere le vie di fuga, sopravvalutarono la presenza partigiana ed emanarono un comando preciso di far terra bruciata e di liberare tutta la zona, massacrando ogni presenza umana per favorire la ritirata a nord delle truppe che si sarebbero stabilite sulla Linea Gotica.

L’operazione iniziò all’alba e si attenuò prima dell’ora di pranzo; l’area fu delimitata a est dalla strada statale 436 che portava a Monsummano, a sud dalla confluenza fra il canale del Capannone e il canale del Terzo, a ovest dalle Cerbaie e a nord dalla linea che andava dall’Anchione alla capanna Borghese.
Vernichten (Annientare)
L’ordine impartito dal colonnello Crasemann fu chiaro: “Vernichten”, ovvero annientare. Fu poi il capitano Joseph Strauch a condurre l’azione sul campo e a istruire i tenenti delle varie unità operative. L’eccidio si consumò “in gronda”, cioè ai bordi del Padule dove era sfollata la maggior parte della popolazione, poiché i reparti nazisti non giunsero mai nel centro di esso, temendo eventuali ma inesistenti attacchi partigiani.

Fra gli episodi più drammatici e tristi ricordiamo quello di Maria Faustina Arinci, detta Carmela, di 92 anni sorda e cieca, fatta esplodere con una bomba a mano infilata in una tasca del grembiule e quello di Maria Malucchi, la più piccola, trucidata all’età di 4 mesi.

Tutte le vittime furono ritrovate durante la stessa giornata o nel corso della notte fra il 23 e il 24 dai familiari o dai parroci dei paesi; vennero trasportati con ogni mezzo, fra cui barroccini e carretti, sepolti in maniera inadeguata in casse costruite in fretta con semplici assi di legno, oppure seppelliti avvolti nelle coperte. In alcuni casi furono gli stessi tedeschi che portarono via i caduti con dei camion, scaricandoli e ammassandoli in un primo momento in fosse comuni.

Il giardino della memoria a Larciano
Un aspetto non secondario fu rilevante in quelle ore, ovvero l’aiuto di collaborazionisti italiani. Fascisti locali furono riconosciuti sicuramente a Ponte Buggianese dove nella memoria collettiva di molti superstiti rimase ben presente la partecipazione di italiani che conoscevano bene le vittime; anche a Monsummano e Larciano alcune persone testimoniarono la presenza di fascisti: Casimiro Giacomelli, superstite, raccontava di aver identificato dei compaesani ma di non aver mai voluto fare i nomi per evitare ritorsioni in paese; due donne all’interno di casa Simoni, nella quale perirono 23 o 24 persone a Cintolese, urlarono di aver riconosciuto alcuni fascisti prima di essere tremendamente uccise.

La sera del 23, mentre le famiglie piangevano i propri defunti, i nazisti festeggiarono sia a Ponte Buggianese che a Larciano e , fra canti e risate, gridavano: “Vittoria, partigiani tutti kaput”.

Un superstite raccontava: “La felicità come intendo io, io non sono mai stato felice. Sono sempre stato, cercato di stare tranquillo, ho fatto il mio lavoro, ho fatto la mia famiglia, però c’è sempre qualcosa dentro che ti rode, che ti mangia.” 


Il computo delle vittime


Poco dopo l’accaduto il sindaco di Monsummano Fulvio Zamponi annunciava 314 morti, il parroco di Monsummano Ugo Mori oltre 500, il prete di Cintolese Renato Quiriconi più di 100, una commissione d’inchiesta americana circa 300, il sindaco di Ponte Buggianese Aristide Benedetti 800.

Cippo situato lungo il Vione dell'Uggia a Monsummano
Nel corso del 1945 l’inchiesta inglese si avvicinò al numero reale dichiarando 184 vittime e comprendendo in esse otto persone cadute in precedenza durante tre stragi effettuate a Ponte Buggianese.

Nel 1974 Riccardo Cardellicchio dopo un’accurata ricerca conteggiò 175 morti divisi per luogo, un numero vicino ai 176 attestati dagli inglesi.

Nel 2002 Enrico Bettazzi e Metello Bonanno compararono i dati di Cardellicchio, quelli della commissione inglese e i riferimenti anagrafici, evidenziando come diversi nominativi furono calcolati due volte, ad esempio a causa dei soprannomi o dei nomi di donne da sposata, mentre altri vennero computati solamente in un elenco dei due.

Da quest'ultima indagine è scaturito il numero definitivo delle vittime, 174, così divise: 84 residenti a Monsummano, 4 a Pieve a Nievole, 5 a Montecatini Terme, 28 a Larciano, 20 a Cerreto Guidi, 1 a Lamporecchio, 7 a Fucecchio, 1 a Uzzano, 24 a Ponte Buggianese.


I processi

L’eccidio del Padule di Fucecchio fu uno dei casi a livello nazionale in cui si cercò di rendere giustizia ai caduti, attraverso processi che coinvolsero i presunti colpevoli. A Venezia Kesselring, comandante della Wehrmacht in Italia, fu inizialmente condannato alla pena di morte, poi all’ergastolo e infine graziato; Crasemann a Padova a 12 anni di reclusione mentre Strauch a Firenze a 6 anni di carcere. Questi processi si svolsero nel dopoguerra, tutti i condannati furono liberati dopo pochi anni di carcere e nessuno scontò la propria pena.

Il recente processo di Roma ha visto protagonisti il capitano primo ufficiale d’ordinanza Ernst August Arthur Pistor, il maresciallo Fritz Jauss, il sergente Johann Robert Riss e il tenente Gherard Deissmann, poi morto a cent’anni nel corso del processo. Il 25 maggio 2011 la corte romana ha condannato i tre ex-soldati all’ergastolo; Il 15 novembre 2012 la corte d’appello di Roma ha confermato la sentenza nei confronti degli imputati Jauss e Riss, mentre il terzo, Pistor, è venuto a mancare all’età di 91 anni.

Nessun altro fra i vari ufficiali, sottufficiali, tenenti e generali partecipanti all’eccidio fu mai processato in tribunale.


L'elenco definitivo delle vittime 


Ecco l'elenco alfabetico dei morti stabilito nel 2002 da Enrico Bettazzi e Metello Bonanno:


1)- ANDREINI NATALE
2)- ANTONINI ALFREDO
3)- ARINCI DINA nei Natali
4) -ARINCI GIAMPIERO
5)- ARINCI GIUSEPPE
6) -ARINCI MARIA FAUSTINA (Carmela)
7)- ARINCI MARIO
8)- ARINCI SANTI
9)- ARZILLI ALCIBIADE (Piombino)
10)- BANDINI AGOSTINO
11)- BARNI DANTE
12)- BARNI IOLE nei Brinati
13)- BARSALI GIULIA
14)- BARSALI LINA nei Guiducci
15)- BARTOLI ERINA nei Malucchi
16)- BENDINELLI ANTONIO
17)- BENDINELLI MARIA VALERIANA nei Lucchesi
18)- BENVENUTI GINO
19)- BETTACCINI GIUSEPPE
20)- BIANCHINI ENRICO (Verona)
21)- BINI ALDO PIETRO
22)- BINI GIUSEPPE (Mario)
23)- BINI MARISA (Maria)
24)- BORGHINI ANGIOLO
25)- BORGHINI DARIO
26)- BORGIANNI GUIDO
27)- BRINATI CARLO (Pistoia)
28)- BRINATI GIOVANNA
29)- BRINATI GIOVANNI (Pistoia)
30)- BRINATI GIULIO PIETRO
31)- BRITTOLI FORTUNATO
32)- CALUGI GIUSEPPE
33)- CALUGI REMO (Empoli)
34)- CAPPELLI ANGIOLO
35)- CAPPELLI GIULIANA
36)- CAPPELLI GIUSEPPE
37)- CARDELLI PELLEGRINO
38)- CARDELLI ROCCO
39)- CAVALLINI LUIGI
40)- CECCHI DOMENICO
41)- CERRI MAGGINO
42)- CERRINI ENOS (Venturina)
43)- CIOLI CELIA nei Brinati (Pistoia)
44)- CIPOLLINI EMMA
45)- COJA WALTER
46)- CORNICELLI VINCENZO (Piazza al Serchio)
47)- CRIACHI FIORAVANTE
48)- CRIACHI GIULIO
49)- CUPINI AZELIO (Castelfranco di Sotto)
50)- CUPINI ELIO GINO (Castefranco di Sotto)
51)- DANI BORGHESE
52)- DIOLAIUTI ERINA negli Innocenti
53)- DISPERATI LINO
54)- FEDERIGHI MARIA nei Moschini
55)- FERLINI GIANCARLA
56)- FERRARO SALVATORE (Palermo)
57)- FERRONI ANGELO
58)- FIDI MAGGIORINO
59)- FIDI NEVIA CORINNA negli Iozzelli
60)- GALIERO SALVATORE
61)- GIACOMELLI GRAZIELLA
62)- GIACOMELLI IDA nei Bini
63)- GIACOMELLI PAOLINO
64)- GIACOMELLI PIETRO
65)- GIACOMELLI SEVERINA
66)- GIANNINI LIVIO
67)- GIANNONI RAFFAELLO
68)- GIUNTOLI IGINIA
69)- GIUNTONI RINO
70)- GIUNTONI ROBERTO
71)- GRASSI CORRADO
72)- GRASSI FOSCARINO (Quinto Fosco)
73)- GRASSI ORESTE
74)- GUIDI ANGIOLO
75)- GUIDI DANTE DI ANGIOLO
76)- GUIDI GIUSEPPE
77)- GUIDI QUINTO DI GIUSEPPE
78)- GUIDUCCI GIANFRANCO
79)- INCERPI GIUSEPPE
80)- INNOCENTI ANGIOLO
81)- INNOCENTI WANDA
82)- IOZZELLI SEVERINO
83)- LAZZERETTI ILMA nei Natali
84)- LELLI MARIO
85)- LEPORI ANGELO
86)- LEPORI ANNUNZIATA nei Mazzei
87)- LEPORI CESARE (Ugo)
88)- LEPORI GALIANO (Giulio)
89)- LEPORI GINO
90)- LEPORI RAFFAELLO (Settimo)
91)- LUCCHESI AGOSTINO AUGUSTO
92)- MAESTRINI PIETRO (Empoli)
93)- MAGNANI ENRICO
94)- MAGRINI DOMENICO
95)- MAGRINI GIUSEPPE
96)- MAGRINI GUIDO
97)- MAGRINI IVO
98)- MALFATTI EVANDRO (Massa Marittima)
99)- MALFATTI INGHILESCO (Massa Marittima)
100)- MALUCCHI ADAMO DAMINO
101)- MALUCCHI CARLO
102)- MALUCCHI CESARE
103)- MALUCCHI FRANCA
104)- MALUCCHI GINA nei Lorenzi
105)- MALUCCHI GINO
106)- MALUCCHI MARIA
107)- MALUCCHI NORMA
108)- MALUCCHI PIERINA
109)- MALUCCHI ROSA nei Bini
110)- MALUCCHI VIVARELLO
111)- MANGIANTINI ADA nei Parlanti
112)- MANGIANTINI MAGGINA nei Malucchi
113)- MARONGIU FRANCESCO (Nuoro)
114)- MASINI PIETRO
115)- MATTEONI GUIDO (Carrara)
116)- MAZZEI ANTONIO
117)- MAZZEI ERINA nei Giacomelli
118)- MONTANELLI GIUSEPPE
119)- MONTI FERDINANDO
120)- MONTI MARIA ALDA (Marina) nei Fidi
121)- MOSCHINI ANTONIO
122)- NATALI ITALO
123)- NATALI NATALE
124)- NATALI REMO SVENO
125)- NATALI ROBERTO LUCIANO
126)- NATALI TAMARA MARIA ELISA
127)- OCCHIBELLI FOSCO
128)- OCCHIBELLI ORLANDO
129)- PAGNI GUIDO
130)- PAOLETTONI MARIA DINA
131)- PAOLINI ANNA MARIA nei Tognozzi
132)- PAOLINI GINA nei Simoni
133)- PAOLINI LINA nei Simoni
134)- PAOLINI NATALINA negli Arinci
135)- PAPINI CESIRA (Cesarina) nei Malucchi
136)- PARENTI ALBERTO
137)- PARENTI LIA
138)- PARLANTI CESARE
139)- PARLANTI ITALIA
140)- PARLANTI RAFFAELLO
141)- PELLEGRINI GELSOMINA nei Silvestri
142)- PIERATTINI NELLO
143)- PIERI GIOVANNI
144)- PIERI VINCENZO
145)- POLLASTRINI EMILIA nei Malfatti (Massa Marittima)
146)- QUIRICONI ETTORE
147)- ROMANI ALFREDO
148)- ROMANI ANNA (Marianna) nei Giacomelli
149)- ROMANI DINA
150)- ROMANI GINA
151)- ROMANI GINO
152)- ROMANI GIULIANA
153)- ROMANI GIUSEPPE
154)- ROMANI LORENZO
155)- ROMANI MARIA PIA nei Lepori
156)- ROMANI PAOLO
157)- ROMANI STELLA negli Arinci
158)- ROMITI MICHELE (Alcester)
159)- SANTINI ANGELA nei Borghini
160)- SETTEPASSI NICOLE SANDRA (Firenze)
161)- SILVESTRI ADA
162)- SILVESTRI ANITA
163)- SILVESTRI ARMIDA
164)- SILVESTRI GIUSEPPE
165)- SILVESTRI ROSSELLA
166)- SIMONI NELLA
167)- SOLDAINI ROMANO (Castelfranco di Sotto)
168)- TARABUSI GIOVANNI
169)- TESI ANCHISE
170)- TOGNOZZI ELISA negli Arinci
171)- TOGNOZZI SILVANA
172)- TOGNOZZI VANDA
173)- VANNELLI MARIA IDA RITA (Elisa)
174)- ZERBINI DARIO


Elenco delle vittime posto sul monumento inaugurato a Larciano nel 2002, contiene tuttavia degli errori
Monumento inaugurato a Larciano nel 2002 dal presidente Ciampi in memoria delle vittime dell'eccidio del Padule di Fucecchio


La canzone del Padule rimasta nella memoria delle persone:


Popolo se mi ascolti
Ti spiego la tragedia
Del 23 d’agosto
L’orribile commedia
Che a raccontarla mi proverò
Ma non so se in fondo
Ci arriverò

L’umanità tremante
Da cannoni e granate
Era poco distante,
la sua capanna
ognun fabbricò
per esser sicuro si rifugiò

Ponte Buggianese
La avevan presa a dimora
La Pieve e il Cintolese
Ed altri villaggi ancora
Stabbia e ancor più in là
Tanti sfollati
Venivano a stà

Quando venne all’orecchio
Di fascisti italiani
Che funzionarono apparecchi
Per avvertire i suoi cari

E una mattina
Corse laggiù
Per ammazzare la gioventù

Di fucili e mitraglie
Il Padule fu accerchiato
Dall’infame canaglia
Del tedesco spietato

Dal castello al bosco in giù
Chi era dentro non sortì più
Eran tutti innocenti
Poveri cuori umani

Dissero quei malviventi
Voi siete partigiani
Uomini donne
Vecchi e bambini
Che barbaramente fecer morir

Ma noi altri
Con decoro
Aiuteremo quei rimasti fratelli
Che nel pianto ne son ancora
Non trovano pace entro il suo cuor

Popolo se m'ascolti


Bibliografia principale:


Balli Gian Paolo, Innocenti Michela, “Arrivonno e ci misero al muro…”. Voci e testimonianze di un massacro, C.R.T., Pistoia, 2004.

Bettazzi Enrico, Bonanno Metello, L’eccidio del Padule di Fucecchio, C.R.T, Pistoia, 2002.

Cardellicchio Riccardo, L'eccidio, Titivillus Edizione, 1994.

Cardellicchio Riccardo, L’estate del ’44, l’eccidio del Padule di Fucecchio, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1974

Ferretti Vasco, Vernichten. Eccidio del Padule di Fucecchio: 23 agosto 1944. Analisi storica della strage attraverso gli atti del processo di Venezia, Pacini Fazzi, Lucca, 1988.

Ferretti Vasco, 1944-2011 Padule di Fucecchio. La strage, il processo, la memoria di una comunità, Pacini, Pisa, 2012.

Ferretti Vasco, 1944 Una Estate Rosso Sangue. Le stragi naziste contro i civili in Toscana. Gli eccidi del Padule di Fucecchio e di Pescia, Caript-La Nazione, Pistoia, 2002.

Folin Marco, Popolo se m’ascolti: per le vittime dell’eccidio del Padule di Fucecchio, 23 agosto 1944, Diabasis, Reggio Emilia, 2005.

Paoletti Paolo, La strage del 23 agosto 1944. Un’analisi comparata delle fonti angloamericane e tedesche sull’eccidio del Padule di Fucecchio, FM edizioni, Firenze, 1994.


Per approfondire


Barni Rosella, Le scuole, la memoria, il territorio, Caript, Pistoia, 2004.

Battini Michele, Pezzino Paolo, Guerra ai civili. Occupazione tedesca e politica del massacro. Toscana 1944, Marsilio, Venezia, 1997.

D’Amato Massimo, Nannucci Sandro, Fra la terra, l’aria e l’acqua. Memorie, volti e luoghi del Padule di Fucecchio, Edizioni Polistampa, Firenze, 2004.

Ferretti Vasco, Le stragi naziste sotto la linea gotica. 1944: Sant’Anna di Stazzema, Padule di Fucecchio, Marzabotto, Mursia, Milano, 2004.

Fulvetti Gianluca, Uccidere i civili: le stragi naziste in Toscana (1943-1945), Carrocci, Roma, 2009.

Innocenti Michela, Storie di donne e di guerra in Toscana 1943-1945, I.S.R.Pt, Pistoia, 2006.

Quiriconi don Renato, 200 anni di vita della parrocchia di Cintolese 1788-1988, s.e., Monsummano Terme, 1988.

Senza autore, Un’idea di pace dal ricordo dell’eccidio, s.e., Monsummano Terme, 1994.

2 commenti:

  1. Grazie per questo approfondimento. Ci sono stata stamani e posso dire che da quei luoghi, nonostante la pace che trasmettono gli uccelli palustri e gli splendidi paesaggi, trasuda ancora oggi il ricordo dell'eccidio, così vivido che è impossibile ignorarlo .
    Bella l'idea di piantare un cipresso in ogni posto in cui si è consumato l'assassinio di uno o più civili: punteggiando la piana rendono l'idea di come si devono essere svolti i fatti; sembra quasi di vedere la gente che scappa tra i campi nel tentativo di fuggire dai tedeschi.

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    1. Grazie a te per il commento; io penso che il Padule sia un luogo stupendo e tragico allo stesso tempo, da visitare per ammirare la bellezza ma anche per ricordare il nostro passato!

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