9 aprile 2013

Gli ultimi 7 mesi di Anna Frank

Il famoso diario, pubblicato in tutto il mondo e tradotto in decine di lingue, venne scritto da Anna Frank durante il periodo trascorso nell’alloggio segreto tra il 12 giugno 1942 e il 1 agosto 1944. Ma cosa è successo alla ragazza dopo l'arresto e negli ultimi mesi della sua vita? 

Diario di Anna Frank
Intanto iniziamo con alcune premesse. La famiglia di Annelies Marie Frank, nata il 12 giugno 1929, aveva lasciato Francoforte e la Germania nel 1933 in seguito alla completa presa di potere da parte del partito nazista con a capo Adolf Hitler. Anna, sua sorella Margot e i suoi genitori si erano traferiti ad Amsterdam nella Merwedeplein al numero 37. 

La sua giovinezza fu spensierata fino al momento dell’invasione nazista dell’Olanda e i conseguenti rastrellamenti che miravano a catturare il maggior numero di ebrei per deportarli nei campi di concentramento a est. Così nel luglio 1942 la famiglia Frank si era nascosta nel rifugio preparato da Otto, il capofamiglia e padre di Anna, nell’edificio sul Prinsengracht al numero 263 insieme alla famiglia Van Daan e al dentista Dussel. 

Anna iniziò a scrivere sul diario, un regalo per il compleanno, a partire dal 12 giugno 1942, descrivendo tutto ciò che avveniva nel rifugio e i suoi stati d’animo. Il 1 agosto 1944 scrisse per l’ultima volta sul diario e tre giorni dopo fu catturata dalla polizia tedesca e dai collaboratori olandesi. 

Cominciano così gli ultimi sette mesi di vita della ragazza. La ricostruzione di questo periodo è affidata principalmente alle testimonianze dei superstiti che vissero con lei durante quei mesi di prigionia e sofferenza. 

Gli ultimi 7 mesi di Anna Frank
La famiglia Frank venne trasferita prima nel carcere della Weteringschans e poi, l’8 agosto, nel campo di transito di Westerbork nel nord-est dell’Olanda. Da là passarono circa 107.000 prigionieri, molti dei quali vennero deportati verso est in direzione Auschwitz e Sobibor: solamente 5200 persone si salvarono.

Dopo un mese di “baracca punitiva” a Westerbork, la famiglia ebrea fu spedita il 3 settembre 1944 verso Auschwitz-Birkenau, in Polonia. Appena arrivati vennero fatti scendere dal treno, spogliati di ogni bene e diretti davanti a Josef Mengele, sadico medico nazista. Lì si svolgeva la prima selezione: i maggiori di 15 anni abili al lavoro furono mandati a destra mentre i bambini, i vecchi e i più deboli furono indirizzati verso sinistra, orrendamente uccisi nelle camere a gas pochi minuti dopo.

Anna riuscì a salvarsi dalla prima selezione perché dimostrava più anni di quelli che effettivamente aveva e finì nel blocco femminile 29 di Birkenau. Là i prigionieri venivano nutriti con una galletta e tre piccoli sorsi di “caffè”, una specie di poltiglia marrone, al giorno, obbligati a stare ore e ore prima in piedi a fare l’appello, poi a trasportare pietre da una parte all'altra del campo.

La giovane ragazza finì dopo circa un mese nel Kratzeblock, un blocco riservato agli scabbiosi, dopo che aveva contratto la malattia infettiva a causa delle scarse condizioni di igiene; rimase in Polonia fino al 28 ottobre 1944, quando l’imminente arrivo dei sovietici costrinse le SS a far trasportare un gran numero di donne verso altri campi di concentramento. A quel punto fu trasferita insieme alla sorella Margot nel campo di concentramento di Bergen-Belsen in Germania, arrivando il 30 ottobre 1944; sua madre Edith Frank rimase in Polonia dove morì il 6 gennaio 1945. 

Là non c’erano camere a gas, ma la situazione restava comunque durissima: il cibo era minimo e non avevano né vestiti né coperte. Le sorelle Frank erano magrissime, avevano un aspetto terribile e si ammalarono entrambe di tifo. La malattia le distrusse e morirono a pochi giorni di distanza l’una dall’altra nel marzo 1945, poco prima della liberazione inglese del lager, datata 15 aprile 1945. 

I fogli del diario di Anna erano sparsi sul pavimento
Il padre di Anna, Otto Frank, riuscì a salvarsi da Auschwitz e curò la pubblicazione dei diari di sua figlia, editi in Olanda per la prima volta nel 1947 con il titolo originale di Het Achterhuis. Oggi la casa dove si nascose Anna Frank è stata trasformata in un museo visitato ogni anno da migliaia di persone. 










Bibliografia su Anna Frank

Il diario è stato pubblicato dalle più famose case editrici italiane con il titolo: Diario di Anna/e Frank.
Frank Anne, Racconti dell'Alloggio Segreto, Einaudi, 2005. 
Gies Miep, Si chiamava Anna Frank, Mondadori, Milano, 1987. 
Lindwer Willy, Gli ultimi 7 mesi di Anna Frank. Una storia che ha inizio dove il diario drammaticamente si interrompe, Newton & Compton Editori, Roma, 1989. 
Schnabel Ernst, Anne Frank, Un racconto-documento, Modern Publishing House, 2008. 


Parziale Filmografia su Anna Frank:

George Stevens, Il diario di Anna Frank, film del 1959. 
Eiji Okabe, Anne no nikki: Anne Frank monogatari ("Il diario di Anne: la storia di Anne Frank"), film d'animazione giapponese per la televisione. 
Alberto Negrin, Mi ricordo Anna Frank, film del 2009 per la televisione.


Il diario di Anna Frank, Einaudi



1 commento:

  1. Ciao. Volevo farti sapere che il 12 giugno 2015, per celebrare l'ottantaseiesimo compleanno di Anne Frank, ho pubblicato su www.ilmiolibro.it (acquistabile anche su www.feltrinelli.it "Le Pagine Bianche di Anne Frank", che ne è di fatto il seguito. Maggiori notizie potrete trovarle sulla mia pagina Fb e sul blog http://lepaginebianchediannefrank.blogspot.it/ Il ricavato sarà devoluto all'Associazione Un ponte per Anne Frnak di Livorno. Grazie, ciao.

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