17 giugno 2012

Le frasi più belle del film "Il Ciclone"

Il Ciclone è un film del 1996 diretto da Leonardo Pieraccioni. In questo post trovate le frasi migliori e quelle più significative, gli scambi di battute, la trama e il cast.
Per le foto del film visita questo link: Foto inedite dal film "Il Ciclone" (Parte 1)

Frasi:

- Questo motorino serie Lux immatricolato 1979, è l'orgoglio della mia vita. Mai un colpo di tosse, un filo di ruggine, una sbandata fuori posto, niente. Un santo! E pensare che di motivi per lasciarsi andare a ferro vecchio, e' ce n'avrebbe avuti parecchi. Quando gli si montò sopra in cinque per festeggiare la vittoria dell'Italia a'Mondiali del '82, quando ci caricai sopra du'damigiane, una d'olio e una di morellino per portarle a Don Luigi, quando, per una scommessa idiota, gli bloccai la manopola del gas e lo lasciai andare da solo a diritto lungo un viottolo per vedere quanto restava in equilibrio. Ma soprattutto, ha sopportato l'avvento dei nuovi scooter. Quei moderni mostri neri a punta, che fannno 130 in salita e 160 in discesa, con quei nomi assurdi MKW, WW, KK, KK, WWF, e icché sono, una specie protetta? Insomma, il mio motorino un volea morire, 'un gli facea paura nulla e l'è sempre andaho 'n culo a tutti. Ma il ciclone che soffiò nell'estate del '96, e' portò via anche lui.
Sì, perché il ciclone, quando arriva, non è che t'avverte. Passa, piglia e porta via. E a te, 'un ti rimane altro che restare lì, bòno bòno a capire che, forse, se 'un fosse passato, sarebbe stato parecchio, ma parecchio peggio. (Levante, frase iniziale)

- Adesso arriva il Maestro Natali e prende i soliti tre panini con l’olio, un tubetto di maionese, che Dio solo sa cosa ci fa tutti i santi giorni il Maestro Natali con un tubetto di maionese, e una pescanoce per il nipote, anzi due, facciamo tre! (Nello)

- Che ce l'hai i' gratta e vinci te? (Giuliano Grande)

- In un paese si fa presto a diventare dei personaggi! (Levante)

- Non mi rompere i coglioni con la fattura eh, per favore, che a dar retta a voi commercialisti ci tocca fatturare anche l’aria che si respira, maremma scorporata! (Pippo a Levante)

- E lei volea far l’amore in macchina, diho macchè se’ grulla! Ma non la senti fuori la natura che chiama, e quando la natura chiama l’omo risponde! Allora, si scende dalla macchina e ci si mette lì davanti al cofano ed io ticchete, la pongo lì in pole-position. Nel far perno sulla gamba sinistra per dagnene di zifonella no eh, essendo che c’era il ghiaino scivolo e lei batte la testa contro la targa; allora io pronto tah, la ripiglio al volo, ed è lì che mi son fatto male, e mi fermo per vedere come la sta. Perché dio bonino non sono mica una bestia. Ma lei sì sì sì e allora io zi zin zi zin ridagnene di zifonella! (Pippo a Levante)

- Pronto il motorino per il nipotino, un si preoccupi eh, un gliel’ho messo incinta! (Pippo)

- La vita di paese è fatta così. Non ci son segreti. Le notizie volano come i coriandoli. Si sa tutto di tutti. E comunque, il giorno dopo è finito il carnevale, e 'un gliene frega più nulla a nessuno. (Levante)

- Io vo a letto perche domattina e c'è da dare i'Ramato... bonanotte Iakutako! (Osvaldo ai suoi figli)

- Fermo babbo, coi' capo tu fa' massa! (Libero a Osvaldo)

- E si pare il presepe vivente! (Osvaldo)

- Maremma Paraboliha! (Libero)

- L'Amore è come la luna, se non cresce...cala! (Libero)

- Quando a una donna le parli di sesso, lei abbassa lo sguardo, per vedere se l'è vero. (Libero)

- Alleluia, alleluia, alleluia. Allora ascolta questa: “Sono il Funky Tranky, suono la musica del Funky Tranky, sono della musica del Funky Tranky” (Giuliano Grande alle prove del coro)

- Carlina, c'è il penale! (Levante)

- Bene no, quando in generale va tutto bene, bene. (Levante alla farmacista Isabella)

- Afa oggi eh, afa afa, caldo. C'hai mica una pasticca contro l'afa?! (Levante alla farmacista Isabella)

- Questo è un paese, ci sono i pregiudizi della gente! (Levante alla farmacista Isabella)

- Lo riconosce il secondo incrocio perché sulla sinistra c’è la madonnina. Oh madonnina. Sì sulla sinistra vede la madonnina; allora lì deve andare sulla destra. Se non capisce l’indicazione lo richiede a qualcuno che passa oppure alla madonnina stessa, sennò c’è un cartello. (Levante dà indicazioni a Naldone mentre si accorge delle ballerine di Flamenco)

- No, errores. Esto non es agriturismo, esto es, come dire, casolar de noattri! (Levante rivolto alla ballerina)

- Guarda fava che non basta mette le s per parlà spagnolo! (Libero)

- Icchè vu fate voi qui? (Libero rivolto alle ballerine)

- Fermi, fermi, maremma cane. Bada come fa bene ora, s'è acceso anche l'albero, 'un l'avea mai fatto! (Libero)

- Ola ola ola vò a dormire nell'aiola!! (Selvaggia)

- Io te lo dico, se prendo sonno bene, sennò vo di sotto nel prato mi butto nel mezzo e quello che succede succede. (Selvaggia)

- Chissà come si dirà in spagnolo do il ramato? Dos Los Ramatos! Tappamis (Libero)

- Levante, Libero e Selvaggia…a scuola ci pigliava per il culo anche il bidello! (Levante)

- El Paraiso no es un lugar donde ir, si no una sensacion para vivir! (Caterina)

- Madonna che stonfo! L'è morto! (Libero)

- Non mi son fatto niente, tranquilli non mi son fatto niente! (Levante)

- Era il 13 giugno del 1996 e il mio motorino modello Lux, quella notte stessa, dopo una breve agonia, si spense lentamente eroicamente caduto sul campo di battaglia. Decisi perfino di seppellirne alcuni resti e il suo cuore, un carburatore a spillo originario della casa, lo gettai nel ruscello avvolto nel libretto di circolazione, come le ceneri di un grande guerriero del passato. (Levante)

- Dove corri bambina? Stasera c'ho in mente un'ideina che solo a pensarci! Mao! (Pippo)

- Questo è un paese, la gente è semplice, non capisce...l'arte poi! (Franca)

- Tira los boomerang. (Levante)

- Però se lo dite ai mi’figlioli vi stronco in due eh! Saranno diec’anni che un mi fo’ una canna. Mi ricordo che nel 1975 nell’orto, accanto alle melanzane, ci piantai la marijuana. La prese benissimo; in sei mesi venne delle piantine alte così. Una domenica venne a trovarmi il brigadiere dei carabinieri, vide le piantine e mi fa: “O quelle cosa sono?”. E io subito: “Rape indiane”. Ne volle tre cestini per portare a casa. La su’ moglie per Pasqua la ci fece la ribollita. La sera lì trovarono ai’barre che facevano le canzoni di Jimmy Endriss. (Osvaldo)

- Che belle poppe (Selvaggia a Penelope)

- Far…macista! Salve! Signorina una pregunta...possibile io e lei...una ramatina? Niente eh...Salve! (Libero rivolto a Penelope)

- Caterina, cosa dire, ci son dei momenti nella vita in cui uno vorrebbe dire talmente tante cose che forse il modo per dirle tutte è stare zitto. (Levante a Caterina)

- Settantamila volte provai a lancià quel boomerang e per settantamila volte un mi tornò mai indietro; i casi erano due: o sbagliavo a lanciarlo oppure vuol dire che io un ci son proprio portato a piglià le cose al volo. (Levante)

- Grazie, grazie assai. Ladri, mariuoli, fetenti, 20.000 lire per fare seicento metri. (Carlina dopo aver pagato il tassista)

- Hai visto che gira e rigira sempre da Carlina tu devi tornare? Piripi! (Carlina a Levante)

- Buonasera a tutti, spagnoli e non!! (Carlina)

- E budubu, budubu, budubu, e mi girava, e mi rivoltava, ma che era? Era una furia, ma che era? Era uno stallone. Alla fine, dopo due ore di sesso sfrenato, lo sai cosa ha avuto il coraggio di chiedermi, lo sai che cosa ha avuto il coraggio di chiedermi? Aaaancoraaaa, aaancoraaaa, aaaaancoraaaa e budubu budubu budubu e allora massacriamoci! (Carlina)

- Io sull'isola deserta ci porto Sylver Stallone, che quello è stallone di nome e di fatto! (Carlina)

- Che figura di merda, che figura di merda. (Levante nel bagno del ristorante)

- E mi s’é rotto.. eh....tanto tira oggi tira domani, prima o poi si doveva rompere! (Levante rivolto al cameriere del ristorante)

- Era quello che volevo sì, cosa c'è di meglio che essere al posto giusto nel momento giusto. Da che mondo è mondo, le donne più vulnerabili sono quelle che vanno consolate. (Levante)

- Fu un bacio vero, profondo, carnale...insomma con la lingua, parecchia lingua. E poi ci si baciò tantissimo, 4 o 5 ore di seguito. E fu dopo quel bacio eccezionale che lei mi guardò dritto negli occhi e mi disse: "C’ho ancora fame!". Si rifece tutt’ì giro da capo, i lungarni, il mercato di San Lorenzo, piazza Santissima Annunziata e poi alle 9 e 10 senza aver dormito neanche un minuto si passò a prendere la valigia dall'hotel Cavour e accompagnai Caterina direttamente alla stazione dove aveva l'intercity per Roma che poi l'avrebbe portata precisa alla coincidenza con l'aereo per Madrid. E lì alla stazione pensai che i treni son fatti apposta per gli addii...partono piano, lenti, lenti, tu hai tutto il tempo per pensare a chi sta partendo e mentre la vedevo andar via mi vennero in mente due cose: la prima, ma se quel cartello con l'indicazione dell'agriturismo Arcobaleno non fosse caduto, io sarei stato lì come un bischero a quell'ora alla stazione? E poi...ma io secondo voi quel treno l'ho perso veramente? (Levante, frase finale)

- ZAN ZAN! (Giuliano Grande alla fine del canto in chiesa)

- A proposito, Gino Quarini, babbo di Osvaldo, cioè il mi' nonno, morì proprio il giorno che nacque il mio Gino. Poero nonno, aveva sempre voluto vivere da solo, e da solo una mattina si spense all'improvviso.

Scambi di battute:

(Carlina e Levante in negozio)
Carlina: Però quando c’è stato da godere, hai goduto!
Levante: Macchè goduto e goduto, ci siam dati du baci per l’ultimo dell’anno e perché s’era ubriachi.
Carlina: E quello che è successo al parcheggio non te lo ricordi?
Levante: E me lo ricordo sì, invece d’infilà la prima tu hai messo la retromarcia t’hai distrutto la twingo del Giannelli!
Carlina: E certamente, perché tu mi infilavi le mani dappertutto!
Levante: Io cercavo di tirare i’ fren’a mano!
Carlina: E il nostro gesto d’amore te lo sei scordato? Piripi!
Levante: Piripi! Piriri! O Carlina ma s’era ubriachi, te l’ho detto!
Carlina: Tu sei un uomo senza cuore, tutto calcoli e raziocinio. Ma tanto dove scappi, prima o poi da Carlina tua devi tornare! Piripi!

(Da Pippo il Meccanico, Levante e Pippo guardano un calendario osè)
Pippo: Eh, guarda Dicembre. Che gli faresti a una così?
Levante: Eh che gli farei...gli farei un bel regalo a Natale!
Pippo: Minimo, io glielo farei anche a Pasqua, guarda un po'! Te Giugno invece, e tu ti tingi un po’ troppo i capelli sai!

(In casa)
Libero: Una volta per dire i’ vero un altro quadro l’ho fatto, però è parecchio intimo, parecchio personale.
Levante: E faccelo vedere, no?
Libero: Mah, proprio perché vu siete voi eh. Questo diciamo l’è una cosa un po’ particolare, diciamo l’è una cosa metafisiha. Autoritratto!
Selvaggia: Te libero non sei normale; lo sai icche’ voleva fare l’altro giorno? Voleva mettere il gatto in frigorifero
Libero: Era in amore, c’avea i calori!
Levante: Io in frigorifero ti ci metterei ma te!
Libero: Perché un c’ho provato, un c’entro!

(Osvaldo e Libero nel vigneto)
Osvaldo: Quando l’hai dato l’ultima volta i’ramato?
Libero: Due settimane fa.
Osvaldo: Macchè sei scemo?
Libero: Perché?
Osvaldo: Ma io te l’ho detto più di una volta, il ramato va dato un giorno sì e un giorno no, capito!
Libero: Sei sicuro?
Osvaldo: Ma che ti sei pitturato il cervello? Ma che ci sei o tu ci fai?
Libero: Che ci sei o ci fai cosa?
Osvaldo: Eh…addio nini!
Libero: Lo darò a tutte l’ore, i’ramato!

(Levante urla a Gino)
Levante: Gino!?
Gino: Dimmi Levante!
Levante: Quant’anni tu c’hai?
Gino: 77.
Levante: E come tu tu senti?
Gino: Bene!
Levante: Ho visto la bara!
Gino: Ma vaffanculo vai!!

(In Farmacia)
Vecchino: L'ha ragione lei, se tu sei buho dillo.
Levante: A parte che si faceva un discorso tra me e lei e basta, e poi era un discorso così, fatto in generale.
Isabella:  Diglielo a Selvaggia, non ne posso più. Non si può più continuare a nasconderci come due ladre. Bisogna uscire allo scoperto, alla luce del sole.
Vecchino: Esci allo scoperto! Luce del sole!!
Levante: Ma che si fa i cazzi sua lei!!!

(Al Bar)
Franca: Con questa mano oggi non mi riesce di fare nulla.
Pippo: Oggi no, ma ieri ti riusciva però eh!
Franca: Stupido.
Levante: Ma che vi siete riattorcinati un'altra volta?
Pippo: Ieri sera a casa mia, l'ho messa a sedere sulla lavatrice e poi tah, ho acceso la centrifuga!

(Al Bar)
Pippo: Guarda che io ti conosco! Te, per un milione di dollari tu mi fai anche la fattura, capito. E poi presa dal rimorso devolvi l'8 per mille alla Chiesa Cattolica!
Carlina: Ma che animale che sei!
Pippo: Sì, da monta però!

(Naldone entra nel Casale Famiglia Quarini)
Levante: L’agriturismo è il poggio più in giù.
Naldone: Prego?
Levante: Il poggio più in giù.
Naldone: Il poggio dove l’appoggio?

(Alla vista delle ballerine di flamenco)
Levante: Eh!?
Osvaldo: Oh!?
Levante: Che!?
Osvaldo: Boh!?

(Libero e Levante parlano con le ballerine di flamenco)
Ballerina: Vosotras sois de Madrid, yo soy catalana.
Libero: Catalana? Oh 'ndo ell'è la Catalana?
Levante: Ignorante, è un modo di dire, 'un esiste mica, è come dire l'Atalanta, la Sampdoria, 'un esiste mica l'Atalanta!

(Discussione fuori dal Casale)
Naldone: Non si puede dormir aquì?
Osvaldo: Dormire a chi?
Selvaggia: Babbo pe' l'ultimo dell'anno c'abbiamo dormito in 22!
Libero: E si stava anche parecchio comodi!

(Levante entra in camera di Libero e lo trova dentro una bara)
Levante: Libero, Libero, dicevo Ahhhhhh!!! Ma che sei scemo?
Libero: Tappami Levante, tappami.
Levante: Vien fuori di lì, ma che c’hai sempre voglia di scherzare? Forza.
Libero: No, voglio morire...se stanotte non ne trombo neanche una su cinque voglio morire...e siccome so già che non ne tromberò neanche una, tappami Levante...tappami se tu mi vo bene!!!!
Levante: Ma che siete impazziti tutti stanotte, io un lo so. Selvaggia è venuta in camera mia ha incominciato a parlare di poppe, di culi, di cosce, mi ci butto ni’ mezzo mi ci butto ni’ mezzo; il babbo russa più del solito. Ma che posso parlare io co’uno dentro una bara!

(Levante chiacchiera con Caterina mentre aspetta che il tè si raffreddi)
Levante: Teino buono, al tamarindo te l'ho fatto, eccolo qua. Olè! Ora si aspetta quelle quattro, cinque ore che ghiacci, tanto io non ho sonno, te neanche! Dove hai detto che siete stati con lo spettacolo? 
Caterina: A Cesena, Chiesina Uzzanese, Gallarate, Capri.
Levante: A Capri bella, no?
Caterina: No no Capri, Carpi.
Levante: Ah Carpi, Carpi, no Capri, Carpi! Perchè ci si confonde spesso, però una sta da una parte, una dall'altra. Carpi bella, però più bella Capri. Capri mui più bellas, Capri non Carpi.

(Levante e Gino dopo la conoscenza di Caterina)
Gino: Levante!
Levante: Dimmi Gino!
Gino: Popp'e Culo??
Levante: Bonanotte Gino!!
Gino: Sposala!

(Pippo entra da Nello mentre Levante gli mima il tentato bacio a Caterina)
Pippo: Ah bene, oggi finocchi freschi a quanto vedo eh! Ascolta un pochinino, caro rinfinocchito, io questa chiave te la batto nel capo! Cos’è questa storia che tu c’hai dieci ballerine spagnole a casa, le gran maialone e non dici nulla a papà tuo?
Levante: Apparte il fatto un son dieci ma son cinque e poi un sono come tu dici te.
Pippo: Ce le fo’ diventare io, non ti preoccupare va. Perché un tu m’hai invitato scusa? Lo sai che per queste cose io sono come il pronto intervento, metto la sirena, tah, emergenza passera! Ni ni ni ni ni!

(Selvaggia, Libero, Levante e Osvaldo guardano le stelle)
Levante: Selvaggia, ma dove tu ll'ha letto?
Selvaggia: Macché letto, ne parlan tutti i telegiornali, ignorante.
Libero: Parla per bene, testa a pinolo!
Osvaldo: Un gli risponder così alla tu sorella, imbecille! (Osvaldo tira un nocchino a Libero)
Libero: Ohi!
Selvaggia: È la cometa Hyakutake, passa una volta ogni settantamila anni.
Libero: Ogni settantamila anni? E la la piglia larga di nulla!
Osvaldo: Mah, sapete icche’ fo ragazzi, io vo a letto, perché domani c’è da dare i’ramato, che hai capito? C’è da dare i’ramato, yakutako!
Libero: Madonna come ll’è palloso quest’omo!

(Gino e Levante)
Gino: Levante, Levanteee!
Levante: Che c’è Gino?
Gino: Che l'hai vista la cometa?
Levante: No.
Gino: Io sì. L'è s'è fermata proprio qui sopra e poi l'è andata via.
Levante: Anche Caterina è andata via, la ballerina.
Gino: Non ti preoccupare, tra settantamila anni e le ritornan tutte e due.
Levante: Speriamo!
Gino: Come?!
Levante: Speriamoooo!

(Levante trova Giuliano Grande che pianta il cartello dell'agriturismo)
(Levante): Ma che ci fai te qui?
(Giuliano): E' cascato il cartello, l'ho rimesso a posto, lavoro pe' ì comune, son comunista.
(Levante): Guarda che hai sbagliato direzione, l'agriturismo è di là!
(Giuliano): Eh lo so, lo so. Ma laggiù c'è casa mia. E la prossima volta le ballerine le vengono a casa mia, non vengono a casa tua!
(Levante): E come ci torni ora in paese?
(Giuliano): Di corsa!

(Levante passa davanti al sindaco)
Sindaco: “Buongiorno”
Levante: “Buongiorno una sega!”

(Levante va alla stazione per impedire a Caterina di partire)
Levante: Caterina, Caterina, non partire Caterina! Scusate, scusate, Caterina… (Mentre urla Caterina abbraccia il suo ragazzo e Levante si rivolge a un viaggiatore)
Levante: Non partire, non partire.
Viaggiatore: Ma icchè tu vuoi?
Levante: Parli con me parli con me.
Viaggiatore: E i’che si dice?
Levante: Dove va dove va?
Viaggiatore: Ma che sei scemo?
Levante: No sono delle Ferrovie dello Stato devo fare un sondaggio.
Viaggiatore: E il casco a che ti serve?
Levante: Quale casco?
Viaggiatore: Vaia vaia ‘sto scemo.

(Nel casale)
Levante: Che c'è?
Libero (cantando): Che cosa c'è? C'è che mi sono innamorato di te... (Si aggiungono anche Osvaldo e Selvaggia) C'è che non me ne importa niente di tutta l'altra gente, di tutta quella gente che non sei tu. Ecco che c’è!

(Al ristorante)
Alejandro: Me batteva el cuore... un rinhocerontes davanti e una sola balina in cagna.. e attenzion... la carca di un rinhoceronte fa tiembrare la tierra. E allora diventa davero dificile de a puntare... ci siamo guardati negli occhi un tempo infinito... e poi de repente è stato... como... como se dice, una nuvola de polvo che s'avvicinava... io ho lasciato che si avvicinasse! In mezzo agli occhi... muertoooo! ehEH EHEHheheheHEHEehe.
Naldone: Scusa ma il rinoceronte in mezzo agli occhi non c’ha il corno?
Levante: Eh Naldone, si vede che Alejandro c'ha delle pallottole speciali, fanno il giro... come i Boomerang!

(Al ristorante)
Isabella: Puttana!
Selvaggia: Isabella, che ci fai qui?
Isabella: Cosa ci fai te qui? E proprio il giorno del mio compleanno. Chi è questa?
Selvaggia: Ma siamo fra amici.
Isabella: Amici una sega! Mi avevi detto che eri stanca e andavi a letto. Invece sei qui a fare le fusa con questa.
Naldone: Signorina si calmi, perchè non si siede con noi?
Isabella: Ma quale si siede! Io con gli stronzi non ci parlo.
Levante: Isabella, ora stai esagerando eh!
Isabella: E non mi rompere i coglioni anche te!
Carlina: Weeeee! Tu non puoi venire qui e farci questa cazziata in questa serata che ci stiamo divertendo! Ci hai scassato u'cazzo! Piripi!
[Isabella tira una sberla a Carlina e la ribalta!]

(Gino e Levante)
Levante: Ginooo, domani vò in Spagna!
Gino: Olè!


Cast

Leonardo Pieraccioni: Levante Quarini
Lorena Forteza: Caterina De Cantar
Barbara Enrichi: Selvaggia Quarini
Massimo Ceccherini: Libero Quarini
Sergio Forconi: Osvaldo Quarini
Alessandro Haber: Naldone
Tosca D'Aquino: Carlina
Paolo Hendel: Pippo (meccanico)
Benedetta Mazzini: Isabella (farmacista)
Natalia Estrada: Penelope
Alessio Caruso: Alejandro
Gianni Ferreri e Jerry Potenza: Autisti
Patrizia Corti: Franca 
Gianni Pellegrino: Nello
Giuliano Grande: personaggio che dice "Che ce l'hai un gratta e vinci te?"
Mario Monicelli: Voce di Gino

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