4 aprile 2012

Martin Luther King, chi era e cosa fece veramente per i diritti degli afro-americani?

Martin Luther King venne assassinato 44 anni fa. Ma chi era veramente quest'uomo, quali critiche ha ricevuto e cos'ha fatto per combattere la segregazione razziale negli Stati Uniti?

La sua biografia la conoscete tutti, partiamo dal momento in cui la sua personalità assunse un ruolo di primo piano, ovvero quando fu scelto per presiedere la Montgomery Improvement Association nel 1955. L'associazione era nata per coordinare il boicottaggio dei trasporti pubblici dopo il caso Rosa Parks, arrestata per essersi rifiutata di cedere un posto nella sezione riservata ai passeggeri bianchi su un autobus di Montgomery (Alabama). Il metodo di lotta scelto fu quello nonviolento ed ebbe successo poichè, dopo un anno di boicottaggi dei trasporti pubblici, la Corte Suprema dichiarò incostituzionale la segregazione razziale sui mezzi pubblici.

Esiste fra gli storici una divergenza sull'importanza di King per la crescita del movimento per i diritti civili. Alcuni gli attribuiscono un ruolo fondamentale, per la capacità di leadership e la scelta nonviolenta; altri affermano che il suo ruolo non sarebbe stato essenziale, poichè assunse la guida di numerose campagne di lotta nonviolenta solo dopo il loro avvio e quindi in un secondo momento, come accaduto a Montgomery.

Nel 1957 una sessantina di pastori protestanti fondarono la SCLC, organizzazione nata per combattere la segregazione razziale, e King venne eletto presidente. Da alcuni fu accusato di guidare l'associazione in maniera quasi dittatoriale, poichè il consiglio della SCLC spesso si limitò a ratificare le decisioni di King; inoltre l'organizzazione, almeno fino al 1960, non mostrò molta incisività. 

Durante il 1960 si diffusero alcune iniziative fra gli studenti dei college, in particolare a Greensboro (Carolina del Nord), per protestare contro la segregazione nel servizio di ristorazione che alla fine fu abolita. In realtà associazioni come la NAACP (anch'essa lottava per i diritti civili degli afro-americani) e la SCLC inizialmente si dimostrarono scettiche verso le forme di lotta studentesca, salvo poi ricredersi; infatti, solo in un secondo momento, King andò a Greensboro per coordinare le manifestazioni.


Sempre nel 1960 venne fondato lo SNCC, un'organizzazione studentesca, e fra suoi i promotori ci fu Ella J. Baker; la donna, in precedenza membro dell'SCLC, criticò duramente King di eccessivo protagonismo, di sessismo e di presiedere la sua associazione in maniera poco democratica.

Durante gli anni '60 King venne intercettato da governo e FBI ma le indagini fornirono elementi poco rilevanti: avrebbe tradito la moglie e copiato alcune parti della sua tesi di dottorato da un altro studio.

La campagna per i diritti civili degli afro-americani era nel 1963 al primo posto, secondo il 52% degli statunitensi, tra i problemi che la nazione doveva affrontare. Solo pochi anni prima lo pensava solo il 4% degli americani. Molto era cambiato da allora, le iniziative si moltiplicarono e raggiunsero il culmine a Birmingham (Alabama): centinaia di attivisti pacifici della SCLC furono colpiti brutalmente dalla violenza della polizia. Il tutto venne registrato e diffuso a livello nazionale da giornalisti e telegiornali: i diritti civili degli afro-americani erano diventati un caso nazionale.

L'amministrazione Kennedy di fronte a tali avvenimenti chiese, nel giugno 1963, di approvare una legge sui diritti civili. A sostegno di questa legge marciarono oltre 250.000 persone a Washington il 28 Agosto 1963; tra gli organizzatori c'era ovviamente King che concluse la manifestazione con il celebre discorso "I Have a Dream". La legge venne approvata il 2 luglio 1964 sotto l'amministrazione Johnson con il nome di Civil Rights Act: prevedeva la fine della segregazione su base razziale nei luoghi pubblici e vietava la discriminazione nelle assunzioni e nei luoghi di lavoro.

Gli afro-americani, dopo aver ottenuto i diritti civili, rivendicarono la pienezza dei diritti politici, non rispettati in molti stati del sud tramite espedienti. Fra le numerose iniziative sicuramente quella più importante fu la marcia organizzata a Selma (Alabama) dall'SCLC: ancora una volta i dimostranti furono picchiati e arrestati dalla polizia. Le violenze vinsero le resistenze del Congresso e fu approvato il Voting Rights Act: tuteleva il diritto di voto degli afro-americani, proibendo i vari stratagemmi articolati negli stati del sud.

Nel 1966 trasferì le iniziative della SCLC a Chigago per tentare di combattere la disuguaglianza di reddito dei neri nel nord; in questa città non ci furono sviluppi significativi e King nel 1967 fece ritorno al sud.

Martin Luther King venne ucciso il 4 Aprile 1968 da un razzista bianco a Memphis, nel Tennessee, dove si era recato per sostenere la protesta dei netturbini di colore, discriminati nelle assunzioni.

I suoi metodi nonviolenti, l'organizzazione di marce, sit-in, proteste, contribuirono in maniera decisiva alla fine della segregazione razziale negli Stati Uniti. 
Nel 1964 ottenne il Premio Nobel per la pace ed è oggi ricordato in tutti gli Stati Uniti il terzo lunedì di gennaio nel Martin Luther King Day.


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